Capitolo 6  “Non per coincidenza ma per sincronicità”

“Meditare è un atto di fede al momento presente, è sedersi e dire ‘ora, ti abbraccio, ora, ti faccio una carezza, perché mi permetti di essere qui’. Playa del Penon del Cuervo, il cerchio si chiude – o si è trovata la chiave per aprirlo?
Una pratica di equilibrio, una barca che risponde ‘Sì’.
Le palme, il mare, il sole, le voci in lontananza, la consapevolezza che anche Elisa sta vivendo il suo momento, e che tra poco ci rincontreremo per fare colazione, a casa, ovunque.
La voglia di sentire casa tutto il mondo.”

Scrivo questa riflessione fugace su una spiaggia, dopo una pratica di yoga di fronte al mare, una passeggiata sulla riva e un momento di stasi, in cui semplicemente essere presente. Elisa stava facendo la sua corsa, il tempo sembrava aver perso una forma e una misura.

Da questa spiaggia siamo già passate, tre anni fa, quasi quattro, quando abbiamo fatto il nostro primo viaggio insieme. Come poteva non essere in van? Come poteva non essere in Andalusia? Quel viaggio è stato il seme di un albero di sogni, di rami che sono cresciuti, foglie cadute e poi ricresciute. Quel viaggio ci ha chiamato, e ricordo quanto abbiamo fatto per poterlo realizzare, quanto abbiamo pianto nel vederlo finire. Come se avessimo afferrato qualcosa che ci apparteneva, e poi avessimo dovuto lasciarlo andare. Ma l’attaccamento è il nemico del flusso, quindi abbiamo sempre ricordato con tenerezza la magia di scoprire quanto quella dimensione e quel luogo coincidessero perfettamente con noi. L’Andalusia ci ha letteralmente dato la chiave per aprire una porta che già esisteva dentro di noi. Doveva essere lei, e a lei siamo tornate – si direbbe per coincidenza, ma io preferisco dire per Sincronicità. La vita ci riempie di segni mentre noi ci tappiamo gli occhi pretendendo soluzioni. I segni ci guidano e ci dicono “Sei esattamente dove devi essere”. E ora capisco perché quel giorno di quattro anni fa abbiamo scelto proprio questo posto: un’intuizione che ha compiuto un viaggio nascosto e silenzioso ma incredibilmente vivo dentro di noi, per portarci fino a qui e darci questo Segno.

Siamo quasi a Malaga, per coronare questo cerchio decidiamo di tornare a mangiare in un ristorantino di tapas che quattro anni fa ci fece impazzire. Sembra tutto assurdo! E proprio quando sembra tutto assurdo sembra anche tutto più vero. È tutto connesso.

Questo è l’ultimo pensiero che ho scritto sul mio quadernino, perciò questo è l’ultimo capitolo della nostra serie di riflessioni on the road tra Firenze e Malaga. Ma le cose finiscono per fare spazio a quelle che nascono.
Continueremo a scrivere su quel quadernino. A presto.

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