Questo è il primo viaggio che facciamo in cui non sappiamo assolutamente niente: prima di partire non abbiamo letto quasi niente, non abbiamo fissato un itinerario, e quei pochi luoghi scritti a caso in una nota, poi alla fine non li abbiamo neanche visti.
E allora abbiamo capito che c’è differenza tra “vedere” e “vivere”. In questo viaggio forse non abbiamo visto niente. Niente di quello che qualcun altro avrebbe voluto farci vedere. Ma abbiamo vissuto tutto. Tutto quello che siamo state disposte ad accogliere.
Prendi la macchina e vai, segna un punto di partenza e un punto di ritorno se proprio necessario, ma il resto lascia che sia la strada a mostrartelo, giorno dopo giorno. Lascia che siano i tuoi bisogni a dettare il ritmo, lascia che sia il tuo corpo a comunicarti la sensazione di dove andare. Allora non avrai solo visto, ma avrai vissuto, assaggiato, abbracciato, avrai lottato e avrai danzato davvero con un posto.
La Grecia non è mare spettacolare e casette bianche e blu. La Grecia è una terra benedetta dagli dei. La Grecia è antica. È saggia, resiliente. È selvaggia. La Grecia è il verde degli ulivi, è l’oro di un mare che può guarire. La Grecia sono le chiesette che cospargono le strade, le preghiere intrise nelle rocce. La Grecia è una lingua che piano piano impari a leggere, una gentilezza che non chiede niente in cambio. È il sole rovente, il monte, l’acqua alta. È il sapore di formaggio, la pace di spiagge ancora sconosciute. È la gente, l’energia del tempio che c’è ancora, lo stupore della gola e della laguna, la strada tortuosa che sfocia nel mare.
In questa Grecia abbiamo trovato qualcosa di più spettacolare di un panorama, qualcosa che forse solo una strada senza meta ti può dare: la verità.
Perché la verità non è preimpostabile. La verità è un continuo divenire: non la puoi fotografare, non la puoi incasellare. La trovi quando smetti di scavalcarla, te la ritrovi sulla pelle quando ti togli di dosso l’aspettativa.
E allora abbiamo capito che se vogliamo la verità dobbiamo in primis esserlo noi: veri, spontanei, grati. Non cercare niente e arriverà tutto.
Grazie Grecia, grazie Peloponneso. E grazie a noi, per aver scelto di non scegliere. Per aver seguito l’istinto. Per essere state ancora una volta semplicemente noi.

Capisco perfettamente, io che quando vago per una città, spero di perdermi per trovare quello che non mi sarei mai aspettato … è chiaro ti dai una meta .. ma il bello è il percorso .. e questo vale per ogni cosa nella vita .. sono un sabato villaggista .. vorrei che il tempo si fermasse infinitamente prima di arrivare .. però conosco i miei limiti e ho bisogno anche di arrivare .. ma è una mia debolezza e spero di migliorare.. vi seguo con molto entusiasmo e capisco la spontaneità delle vostre avventure.. vedo le conquiste, la sana ingenuità .. la meraviglia di certi vostri sguardi ammirando le piccole cose .. brave continuate così senza mai arrivare, non sentitevi mai sole perché le migliaia di persone che vi seguono vedono attraverso i vostri occhi e sono con voi 🥰