Capitolo 4: “I sogni restano sogni,finchè non si realizzano”

“Bevendo vino rosso di Bordeaux, dopo una pasta al pesto troppo salata per cercare di salvare più acqua possibile, con 2000 km alle spalle e le misure prese sbagliate di un viaggio che fino in fondo spereremo non finisca, che fino alla fine penseremo sia solo l’inizio. Volevamo portarci qui tutte le abitudini della nostra quotidianità, perché volevamo che questi dieci giorni si facessero sempre più grandi come una bolla di sapone che non vuole scoppiare. Volevamo metterci quanta più aria possibile, soffiare fino a rimanere in apnea. Brindiamo agli obiettivi raggiunti e ai sogni che restano sogni, finché non si realizzano.”

La sera che ci siamo fermate in questo stagno non avevamo idea di dove dormire, era una tappa intermedia in cui ci siamo dette “non importa il posto”. E proprio quando ti spogli di qualsiasi aspettativa, ecco che l’universo ti ringrazia per non aver alimentato le energie pressanti di cui il mondo soffre ogni giorno.

Un tramonto ci ha condotte qui, uno di quei luoghi che definirei “non-luoghi”, una vera e propria bolla, in cui sembra aleggiare qualcosa di magico ed eterno. Non ricordo neanche il nome di questo posto. Ma ricordo perfettamente quanto l’acqua fosse liscia, l’erba come pitturata da un impressionista; ricordo come mi ha attirato quella passerella in mezzo al laghetto, la sensazione che fosse lui ad aver trovato noi, e non il contrario.
Dormire lì ha avuto su di noi un effetto, non so spiegare di che tipo, ma sicuramente è successo qualcosa, perché la mattina dopo eravamo cariche di una vibrazione positiva, quasi a contrasto con il clima piovoso.

Ma perché quando piove diciamo che il tempo è “brutto”? Un amico una volta ci ha detto “Ricordatevi che le parole hanno potere. Il tempo non è “brutto”. Sta piovendo, che è brutto lo hai deciso tu”.

E quella mattina abbiamo deciso la pioggia era bellissima ed entusiasmante, potevamo goderne e ci siamo divertite come matte a correre avanti e indietro con la macchinetta a farci foto e urlarci da una parte all’altra dello stagno. Non ce ne importava niente di essere bagnate, in un certo senso sapevamo che quel momento era unico (che poi ogni singolo momento lo è). Avremmo potuto essere arrabbiate, deluse, prive di slancio, perché la pioggia ci avrebbe ostacolato in ciò che avremmo voluto fare. E invece lo abbiamo vissuto così com’era, senza volerlo cambiare – ed è stato bellissimo.

Non è sempre automatico, siamo umane e come tutti abbiamo momenti no, momenti in cui non riusciamo proprio a gestire le emozioni basse che inevitabilmente bussano alla porta. Ma è meraviglioso avere la consapevolezza che possiamo provarci, sapere che se lo vogliamo davvero, possiamo decidere noi quale direzione far prendere alla nostra mente. Perché la positività è una scelta, un muscolo che si allena.

Se la pasta è troppo salata, ridiamoci su. Non perché dobbiamo respingere la rabbia, ma perché possiamo trasformarla. E non ci scorderemo dell’errore, ma avremmo imparato dallo sbaglio con la forza della gentilezza. Le cose accadono, siamo noi a scegliere come reagire.

Oggi possiamo brindare a quegli obiettivi raggiunti perché ci abbiamo creduto sempre, e anche nei giorni in cui tutto sembrava poter crollare e schiacciarci da un momento all’altro, abbiamo reagito – imparando a nostre spese che per scegliere una vita che ci somigli di più, bisogna passare in primis da noi stessi e dalle nostre reazioni. E a volte guardarsi davvero è una fatica. Ma è anche meraviglioso.

Abbiamo capito che reagire con la frustrazione non ci avrebbe portate da nessuna parte. Perché è un’energia distruttiva. Se credi nel processo, generi un’energia costruttiva, e ogni cosa concorrerà a portarti dove devi arrivare. Tornando alla citazione iniziale, al fatto che volevamo portare in questo viaggio tutte noi stesse e la nostra quotidianità: è perché ci piace manifestare i nostri sogni. Anzi, farlo è una vera potenza.

I sogni sono sogni finché non si realizzano, e se cammini allineato con te stesso, un giorno li vedrai proprio di fronte a te.

Ma per tua fortuna, ai sogni non c’è un limite.
E così, riprenderai il cammino, con la certezza che nuovi sogni ti nutriranno.

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